"Sì MARIA, Will ha accettato il tuo invito e muore dalla voglia di sapere chi c’è dall’altra parte della busta."

The Good Wife 3x12: Cedrata Tascioni, quante cose al mondo puoi fare | TuttoFaMedia

Tags: serie tv

borderline83:

‎”Tutto questo per dirti che mi manchi e che non trovo l’antidoto. Tutto questo per dirti che il fatto che mi manchi non mi ferisce né mi cura. Tutto questo per dirti che il tuo ricordo è il male più forte che mi faccio io stesso. Ma questo male è l’unico modo in cui posso ancora amarmi e respirarti.”

(Efraim Medina Reyes)

‎”Tutto questo per dirti che mi manchi e che non trovo l’antidoto.

(via apneadiparole)

"Com’è che un amore finisce?
Finisce quando non ce n’è più, quando ce n’è troppo, quando in realtà non c’è mai stato. Un amore finisce perchè qualcosa si consuma: allora non bisogna usarlo, forse, l’amore. Ma finisce pure quando non si consuma niente e anzi: tutto rimane come il primo giorno. Così perfetto che pare finto. E allora almeno un po’ forse bisognerebbe usarlo, l’amore. E se poi finisce perché mentre lo usi ti cade per terra e si rompe? Anche quello può capitare. Così come che lo lanci in aria, per giocare, e quello però non ti torna più indietro: può capitare. O magari finisce perché te lo scordi da qualche parte, perché lo vuoi tenere sempre chiuso in tasca per non perderlo, ma così marcisce, va a male. Finisce perché andavi di fretta, finisce perché rimani indietro, finisce perché vuole finire, perché deve finire. Finisce perché non c’è cosa più impossibile da tenere a mente, quando un amore comincia, che potrebbe finire."

— Chiara Gamberale, “Le luci nelle case degli altri” (via itsnotforever)

(Source: sallygreen, via impedita)

"Amici di Lettere, questa è una verità che dovete prendere così come vi dirò ora: non è colpa del sistema. Certi lavori (politica, alta finanza, direzione giornali/case editrici/società culturali/musei etc) li fa chi ha soldi e chi appartiene (perché c’è nato, certo, ma non solo) a certi ambienti. Non è ingiusto, è com’è. Punto. Perché quelle persone hanno più soldi da spendere in istruzione, formazione professionale e hanno automaticamente accesso a determinate possibilità che voi comuni mortali non avete (anni di tirocini in studi legali/notarili non retribuiti, scuole di specializzazione in psicologia di anni ed anni e soldi e soldi, anni di specializzazioni non retribuite, etc etc; non è che il povero non ce la possa fare ad arrivare a certi ambienti, ma è l’eccezione, non la regola. Vengono messe a disposizione delle borse di studio anche per gli MBA, ma quante in proporzione con quei posti a cui hanno accesso quelli che pagano in cash?). Bisogna accettarlo, nella vita non basta essere bravi. Non basta. Bisogna essere bravi, avere i soldi, avere le conoscenze giuste, averle al momento giusto e avere un gran culo."

Cosine che vorrei dirvi (2) « virginiamanda

quantab saggezza, ma anche quanta tristezza

"Tutti questi luoghi comuni sulle donne, che se vogliono dire sì dicono no, se vogliono dire no dicono sì e via dicendo. Io se voglio dire sì dico sì, se voglio dire no dico no e se voglio dire vaffanculo dico vaffanculo. E quindi vaffanculo."

Carmelita Zappalà. (via micerconeituoiocchi)

win.

(via impedita)

(via impedita)

Ma tumbleri di parma, qui, ce ne sono?

"«E tu cos’eri per lei?»
«Io le ho voluto bene sul serio.»
«Bene sul serio? Semplicemente te ne eri ammalato,
ne avevi bisogno, hai fatto di tutto per averla,
in modo bestiale ma l’hai fatto. Ma la consideravi una disgrazia,
è vero o no che la consideravi una disgrazia?»
«Era, una disgrazia.»
«E questo lo chiami amore?»"

— Dino Buzzati, “Un amore”. (via contrecoeur)

"l’unico punto fermo è che non posso più fare un lavoro senza avere del tempo libero per fare altro. dormire, uscire, scrivere le mie scemità qua sopra, il blog di vanity (che ora mi ci dedico come si deve), la radio (che ricordiamoci ho smesso da quando lavoro seriamente…) la vita sociale. pensavo ai miei, ai nostri genitori che hanno fatto sempre lo stesso lavoro per 40 anni più omeno. io penso che noi, la nostra generazione, quelli di fine anni 70 non ce lo possiamo permettere. primo perchè non sta da nessuna parte ora un lavoro che puoi fare in modo continuativo per 40 anni e poi perchè il mondo va troppo veloce e noi per stare bene dobbiamo riuscire a stargli un po’ dietro a questo mondo, e fare sempre e solo lo stesso lavoro e nellos tesso posto secondo me ci tiene troppo indietro. poi noi fine anni 70 abbiamo scoperto noi stessi. magari lavori alla posta, ma la sera suoni in un locale, o scrivi, o dipingi, o fai teatro, o fai i corsi di pasticeria. fai anche altro. e questo altro non è un passatempo, no, è una cosa importante di noi.
c’è un sacco di gente dell’internet, i barabbi e ziobonino per esempio (non linko perchè tanto si sa di chi e cosa parliamo) che hanno dei lavori normali tipo in un ufficio ma poi fanno tutte quelle altre robe belle. e quelle robe sono importanti. tanto quanto i lavori da 27 del mese."

del cambiare idea « viadellaviola

Tags: Sorelle

"A Parma l’Ospedale Vecchio, fondato nel 1476 e di proprietà del Comune, è stato affidato a un’impresa locale attraverso lo strumento del project financing, che prevede l’affidamento al privato del 44% della struttura per ventinove anni. Il risultato è che si pensa di realizzarci un albergo e un centro commerciale, mentre l’Archivio di Stato di Parma, ospitato dall’ultimo dopoguerra nell’Ospedale, è stato trasferito in periferia e la Biblioteca Civica giace pressoché abbandonata."

Saldi Palladiani e non solo: da Venezia a Firenze in vendita i gioielli dell’arte | Tomaso Montanari | Il Fatto Quotidiano