Oppure, a martellate.
Le persone ci lasciano buchi netti, con sagome uniche, ben precise.
È per questo che quando proviamo a riempire questi buchi con altre persone, poi, sentiamo un senso di fastidio e frustrazione a volte superiore alla tristezza di essere stati lasciati in primo luogo.
Perché le persone che proviamo a usare come tappabuchi funzionano veramente male: non combaciano, entrano spifferi, continuano a uscire dalla loro sede.
Una forma rotonda può anche incastrarsi in un buco quadrato, ma poi rimangono fuori gli angoli.
Un’altra tecnica è quella di riempire i buchi con tante piccole cose: ci si mette molto, molto di più, ma a volte il risultato è quasi perfetto. Ci si mette un secolo, si fa a meno delle persone, ma non ci sono spifferi.
Altre volte non si ha voglia di fare ne una ne l’altra cosa.
Basta girarsi su un fianco, tirarsi il piumone fino al mento, e far finta di non vedere i buchi. E buonanotte.
sto sbattendo fortissimo la testa contro il muro