"Mi è successo che mi sono disimpegnata, quasi totalmente. Leggevo i giornali e mi indignavo il giusto, anzi poco. Facevano le riforme, facevano le proteste, fermavano le strade, chiudevano i negozi, cambiavano le leggi, facevano i decreti e io ero lì a pensare al mio ombelico, circondata da amici con tanti ombelichi preoccupanti come il mio. Ogni tanto ci capitava di sollevare la testa dalle mani, di smettere di pensare ai conti in rosso e ai rinnovi, i maledetti rinnovi trimestrali, bimestrali e, se hai culo, semestrali, e pensavamo un po’ al resto del mondo e scuotevamo il capo, ma ci sentivamo impotenti e nemmeno più così incazzati, solamente disillusi. E poi facevamo un sacco di battute, eravamo tutti brillanti produttori di satira di altissimo livello, perché a quelli della mia generazione hanno fatto questo, hanno tolto la rabbia, quella che ti fa protestare davvero fino in fondo, e hanno dato l’ironia, quella che ti fa sopravvivere col sorriso amaro, che ti fa, nonostante tutto, tirare a campare senza più bisogno di andare hasta la victoria (o muerte). Mi è sembrato naturale disimpegnarmi, a volte prendevo posizione, per qualche minuto, durante i dibattiti televisivi, poi spegnevo la TV e mi trovavo a sopravvivere, senza sapere cosa farò ad aprile (fino a marzo ci arrivo). Mi è sembrato naturale occuparmi dell’erba del mio giardino, perché quella del vicino è stata venduta all’asta per fallimento."
— Come fossi a casa tua - Pasionaria Pigra (Dania)- ComUnità - l’Unità