Qualche anno fa, a qualcuno è venuta l’idea di spruzzare la polvere di cacao nel cappuccino. Come se il cappuccino così com’era non bastasse più. L’idea si è diffusa rapidamente. Dopo poco tempo, quando abbiamo ordinato un cappuccino, il barista ha cominciato a chiederci: un po’ di cacao?, con una specie di saliera obesa in mano, già in posizione, e bastava un cenno di assenso per veder ruotare l’angolazione di pochissimo e una spruzzata di cacao sarebbe piovuta sulla schiuma del nostro cappuccino. Io ho sempre risposto: no grazie. Mi piaceva il cappuccino così com’era (mi bastava, appunto). Ma siamo stati in pochi a dire di no, visto che questa storia della spruzzata di cacao è dilagata come un’epidemia vertiginosa.

Francesco Piccolo, La separazione del maschio, Torino, 2008

forse l’avevo pure già postato